Geometria come sensazione
La VERA AR di Tony Corke
Nel mondo del carbonio monoscocca, la personalizzazione è ancora oggi quasi un paradosso. La maggior parte dei telai sono prodotti in uno stampo fisso: la geometria è una conseguenza della taglia, non una scelta del ciclista. Chi vuole una bici performante in carbonio impara ad adattarsi regolando l’altezza e la posizione della sella, cambiando l’attacco manubrio o sostituendo il manubrio. Ma il telaio rimane com’è. In Gregario il punto di partenza è diverso: ogni telaio nasce da un insieme di misure specifiche, e la geometria si adatta ad esse attraverso un sistema CAD parametrico sviluppato internamente.
Progettazione parametrica applicata alla geometria del telaio
Quando riceviamo le misure biomeccaniche di un nuovo cliente, il processo non comincia con la scelta di una taglia di riferimento. Comincia dall’analisi di quelle misure da cui generiamo i parametri di input per il modello. Tale modello parametrico sviluppato x internamente adatta così ogni geometria del telaio alle proporzioni corporee.
È in questa fase, durante la preparazione del progetto per Tony Corke, che il drop del movimento centrale (BB) è entrato in gioco come variabile attiva. Il BB drop influenza direttamente il baricentro del sistema ciclista-bici, la risposta in curva e la stabilità ad alta velocità: la sua adattabilità all’interno del modello parametrico permette di ottimizzare queste caratteristiche indipendentemente dalla taglia del ciclista.
Dialogo e iterazioni per trovare la geometria perfetta
Con oltre vent’anni di esperienza nel bike fitting professionale e centinaia di biciclette custom progettate, l’approccio di Tony alla geometria si basa sulla letteratura tecnica sul comportamento dinamico dei veicoli a due ruote, verificata empiricamente nel corso della carriera. Quando ci ha contattati per la sua VERA AR, aveva una visione precisa del comportamento dinamico che cercava.
Le prime due proposte erano agli antipodi. La Proposta 1 era la configurazione più convenzionale: stem da 120 mm, angolo di sterzo a 73°, front centre a 595 mm, trail a 60 mm. Parametri orientati alla stabilità e alla prevedibilità della risposta direzionale.
La Proposta 2 spingeva verso l’estremo opposto: stem da 100 mm, angolo di sterzo a 74°, front centre a 605 mm, trail ridotto a 54 mm. Una configurazione a stabilità molto bassa, con risposta direzionale immediata a qualsiasi input del pilota. Tony l’ha descritta con un’analogia diretta: come pilotare un jet da combattimento. Precisa, coinvolgente, senza margine di errore.

Proposta #1

Proposta #2
La sua controproposta si è collocata tra i due estremi con una logica precisa: stem da 110 mm, angolo di sterzo a 73.5°/74°, drop del BB a 75 mm. Una configurazione che orienta la bici verso una risposta reattiva senza raggiungere i livelli di instabilità della Proposta 2. Recepita l’indicazione, e cogliendo l’occasione per aggiornare il sistema parametrico con il BB drop ora variabile, è stata sviluppata la proposta definitiva.
La sensazione di guida come parametro di progetto
Questo è il punto centrale. Nel mercato delle bici da corsa, il dibattito tecnico si concentra prevalentemente su peso, rigidità e aerodinamica. I confronti tra prodotti avvengono su watt risparmiati, grammi del telaio, valori di CdA in galleria del vento. Dati decisamente importanti e da non sottovalutare, ma il comportamento dinamico della bici (come risponde in curva, come reagisce a una perturbazione esterna, quanto sforzo richiede al ciclista per mantenere la traiettoria) viene spesso trascurato. Eppure è lì che si determina se una bici è efficace o soltanto performante su carta.
L’angolo di sterzo e il trail sono i parametri che più di ogni altro definiscono il carattere dinamico di una bici da corsa. Il trail è la distanza, misurata a terra, tra il punto di intersezione del prolungamento dell’asse dello sterzo con il suolo e il punto di contatto della ruota anteriore. Quantifica la tendenza della ruota anteriore a ricentrarsi dopo una perturbazione: valori elevati producono una risposta stabile e lineare, valori ridotti aumentano la sensibilità agli input del pilota riducendo l’auto-stabilizzazione. Il front centre (distanza orizzontale tra il centro del movimento centrale e il centro dell’asse della ruota anteriore ) e la lunghezza del fodero orizzontale determinano invece la distribuzione del peso del ciclista tra i due assi, con effetti diretti sulla trazione posteriore e sul carico sulla ruota anteriore nelle fasi di frenata e curva.

La geometria finale della VERA AR di Tony porta l’angolo di sterzo a 73.1° con un trail di 60.4 mm, un valore sostanzialmente allineato alla Proposta 1 (60 mm), ma ottenuto con un insieme di parametri complessivi molto diversi: stem più corto, BB drop ridotto a 75 mm, front centre rivisto. È la combinazione dei parametri a definire il carattere dinamico, non il trail isolato.
Ogni parametro è la risposta a una specifica richiesta di comportamento dinamico. Non a una taglia.
Geometria definitiva
Angolo di sterzo: 73.1°
Trail: 60.4 mm
BB drop: 75 mm
Chainstay: 405 mm
Front centre: 597.4 mm
Wheelbase: 990.7 mm
Stack (al telaio): 570.5 mm
Reach: 397 mm
Angolo tubo sella: 75.9°
Stem: 110 mm

Proposta #3 – Geometria finale
La bici sarà consegnata a Tony tra pochi giorni. Rimani aggiornato sui nostri canali per vederla.
